È sempre un’emozione raccogliere i prodotti del proprio orto: dopo aver preparato il terreno e seminato con tanta cura, dopo tanta preoccupazione per le previsioni meteo che minacciano il raccolto con gelate primaverili, piogge troppo abbondanti o periodi di siccità, dopo aver fatto crescere con amore le piccole piantine in serra e soprattutto dopo aver osservato minuziosamente i protagonisti del nostro pezzetto di terra, ecco che finalmente le giovani creature vegetali spuntano per deliziare il palato degli affamati agricoltori.
La lunga attesa e gli sforzi portano inevitabilmente con sé anche un po’ di apprensione: avremo fatto del nostro meglio? otterremo il risultato che ci aspettavamo?

Potete dunque immaginare il mio sgomento quando Samuel dirigendosi nell’orto mi dice perplesso: “Le piantine che hai seminato non sono piselli, sono taccole! Non ne sono ancora sicuro, dobbiamo provarle a pranzo.”. Ebbene sì, i “piselli”, le uniche piantine che ero riuscita a seminare prima che il lockdown mi impedisse di realizzare il mio battesimo contadino. Quattro lunghe file di “piselli” che io, ignara della loro dubbia personalità, stavo già mentalmente degustando frullati in una cremosa vellutata. Che cosa avremmo fatto con tutta questa mole di taccole? Nel dubbio bisogna raccoglierne un po’, se fossero taccole, c’è il rischio che vadano a male.

Quando tutto sembra perduto, Mimma ci da un barlume di speranza: “Perché avete raccolto i “piselli”? Non sono ancora pronti! bisogna avere pazienza e lasciarli maturare ancora un po’.”. Samuel non sembra per niente convinto, secondo lui i baccelli sono troppo assottigliati, ma Mimma rimane ferma sulle sue posizioni. Sgranocchiamo dubbiosi i baccelli verdi ancora crudi, su una cosa non c’è dubbio: sono proprio buoni!

Qualche giorno dopo arriva il verdetto tanto atteso: sono piselli! Il baccello si è gonfiato, indice che è tempo di raccogliere. Che sollievo. 
Ora che abbiamo risolto il giallo, gustiamo soddisfatti le piccole palline verdi davvero dappertutto: cotti nel risotto, nel ragù oppure crudi nelle insalate. Più piselli consumiamo, più le bucce si accumulano nel cassone del frigorifero supplicando di essere trasformate al più presto. Ci piace riciclare anche in cucina e abbiamo trovato la ricetta che fa per noi, direttamente dalla tradizione contadina toscana: crema di bucce di piselli. Ci mettiamo dunque all’opera desiderosi di un piatto caldo dopo un temporale estivo che ha abbassato le temperature. Nella nostra impresa bisogna assolutamente citare il nostro fedele aiutante, l’Estrattore (Non a caso si chiama Angel!), che abilmente ci aiuta a separare la parte liquida dei baccelli sbollentati dalla loro fibra. Al tutto aggiungiamo patate lesse, un soffritto di cipolle, carote e zucchine e avviamo il frullatore. 

Il piatto viene servito a cena per gli ospiti che gradiscono questa delicata creazione culinaria. Le perplessità sono ormai lontane e noi ci accingiamo a gustare la crema che ci chiama a sé con il suo verde brillante, o per meglio dire verde pisello!